Ruby, Berlusconi ancora indagato: "Cancellato ogni principio elementare di difesa"
Il procuratore capo di Milano, Edmondo bruti Liberati, ha reso noto questa mattina con un comunicato che Silvio Berlusconi risulta indagato per corruzione in atti giudiziari nel terzo filone di indagini riguardante il caso Ruby. Sono 45 in totale gli indagati nel nuovo capitolo dell’inchiesta e fra questi figurano anche i legali del cav., Niccolò Ghedini e Piero Longo. I nomi, tuttavia, pur non essendo stati comunicati dallo stesso Bruti Liberati, sono desumibili dalle motivazioni delle sentenze nei processi già conclusi.
22 AGO 20

Il procuratore capo di Milano, Edmondo bruti Liberati, ha reso noto questa mattina con un comunicato che Silvio Berlusconi risulta indagato per corruzione in atti giudiziari nel terzo filone di indagini riguardante il caso Ruby. Sono 45 in totale gli indagati nel nuovo capitolo dell’inchiesta e fra questi figurano anche i legali del cav., Niccolò Ghedini e Piero Longo. I nomi, tuttavia, pur non essendo stati comunicati dallo stesso Bruti Liberati, sono desumibili dalle motivazioni delle sentenze nei processi già conclusi.
Sempre in mattinata è arrivata la replica di Silvio Berlusconi che, in una nota letta durante l’XI incontro Internazionale di Giurisprudenza organizzato da Domenico Scilipoti, presidente dell’Associazione interparlamentare di amicizia Italia-Brasile, è tornato a definire la giustizia come “uno dei primi problemi del nostro paese”. “Un problema – continua il Cav. – che investe tutti gli ambiti della nostra vita: dalle libertà fondamentali, alla rappresentanza democratica, all'economia. Chiunque abbia avuto a che fare con un tribunale sa di che cosa parlo".
Prosegue nel suo affondo il Cav.: "Hanno il coraggio di chiamare tutto ciò giustizia! In ogni aula di tribunale c'è una scritta: 'La legge è uguale per tutti'. Nell'Italia di oggi potremmo tranquillamente dire: 'la legge è ugualmente ingiusta per tutti i cittadini'”.
"In questi venti anni – prosegue la nota di Berlusconi – ogni giorno, una certa magistratura politicizzata alleata con la sinistra ha cercato di distruggere l'unico ostacolo che si frapponeva tra loro e il potere, cioè Silvio Berlusconi e il suo partito: Forza Italia".
Sempre in mattinata è arrivata la replica di Silvio Berlusconi che, in una nota letta durante l’XI incontro Internazionale di Giurisprudenza organizzato da Domenico Scilipoti, presidente dell’Associazione interparlamentare di amicizia Italia-Brasile, è tornato a definire la giustizia come “uno dei primi problemi del nostro paese”. “Un problema – continua il Cav. – che investe tutti gli ambiti della nostra vita: dalle libertà fondamentali, alla rappresentanza democratica, all'economia. Chiunque abbia avuto a che fare con un tribunale sa di che cosa parlo".
Prosegue nel suo affondo il Cav.: "Hanno il coraggio di chiamare tutto ciò giustizia! In ogni aula di tribunale c'è una scritta: 'La legge è uguale per tutti'. Nell'Italia di oggi potremmo tranquillamente dire: 'la legge è ugualmente ingiusta per tutti i cittadini'”.
"In questi venti anni – prosegue la nota di Berlusconi – ogni giorno, una certa magistratura politicizzata alleata con la sinistra ha cercato di distruggere l'unico ostacolo che si frapponeva tra loro e il potere, cioè Silvio Berlusconi e il suo partito: Forza Italia".
"Lo hanno fatto – prosegue il Cav. – cancellando ogni principio elementare di difesa che Voi, da giuristi, ben conoscete. Lo hanno fatto indagando i testimoni a mio favore, lo hanno fatto privandomi del mio giudice naturale. Quella sentenza poi è stata utilizzata per privare gli italiani moderati del loro leader in Parlamento. E per votare la mia decadenza hanno ancora una volta calpestato ogni principio del diritto e della sua civiltà millenaria, applicando retroattivamente la legge, contro la Costituzione, contro la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, ma soprattutto contro una regola antica come l’uomo, fondamento stesso del Diritto Romano e del vivere civile. Quando tutto ciò è accaduto hanno esultato: finalmente, hanno pensato, dopo venti anni, ce l’abbiamo fatta: ci siamo liberati di Silvio Berlusconi. Ora possiamo vincere davvero, possiamo conquistare il potere definitivamente. Ma si sbagliano. Io sono qui e resto qui, sentendo su di me chiara e forte tutta la responsabilità che mi viene dalla fiducia e dal voto dei cittadini".